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Davanti al palazzo comunale nel accorre una gran massa di uomini urlanti e armati, a piedi e a cavallo che, le cronache non riferiscono il motivo preciso della rivolta, cacciano da palazzo con la sua famiglia il podestà Lanterio degli Adelasii, giunto a Modena da Bergamo da appena due mesi.

La torre del Duomo ancora mancante della guglia è presidiata da armati ed è merlata come i due palazzi comunali, dal inizia la costruzione della guglia che sarà terminata solo nel Nel si innalza di un piano il Palazzo Comunale e viene costruita la "renghiera" cioè l'arengo al centro della torre del palazzo.

Nel viene posta in piazza la statua della Bonissima. La piazza, che sul lato meridionale è ancora occupata da case basse e modeste, è sempre più testimone e palcoscenico della vita della città. Nel è cacciato da palazzo il podestà Passerino Bonaccolsi di Mantova dal popolo in rivolta guidato da Francesco Pico della Mirandola e da Guido Pio signore di Carpi. Passerino deve fuggire ma riesce a tornare a Modena l'anno dopo, si vendica uccidendoli dei partigiani dei suoi nemici, uccide il signore della Mirandola, imprigiona i suoi due figli e li lascia morire di stenti.

Imponendo tassazioni pesanti con l'alternativa della morte per chi non pagasse Passerino si procura il denaro necessario per fortificare le mura e per costruire il palazzo nuovo lungo la via Emilia detto Palazzo dello Spelta, cioè dei cereali, che in seguito verrà unito al palazzo della Ragione e tuttora fa parte del palazzo comunale.

Nel giungono in piazza uomini in arme trionfanti e festanti che portano un trofeo: Passerino diventa poi duca di Mantova, ma in seguito ad una congiura dei Gonzaga , che iniziano con un crimine il loro ducato, con l'aiuto degli Sforza viene imprigionato e lasciato morire di fame in prigione. Gli statuti prevedono anche i posti della piazza dove possono vendere le loro merci i mercanti secondo le diverse categorie merceologiche e prevedono anche le pene per chi commetta frodi in commercio o non si attenga alle unità di misura legali che per alcune merci sono riprodotte sul basamento della statua della Bonissima e sull' abside del duomo.

Altre norme dimostrano come l'igiene non fosse molta se si prescrive che i fruttivendoli si astengano di portare con sé i loro maiali per cibarli, come evidentemente prima era loro abitudine va notato che ancora nel ' secondo una nota poesia di Alessandro Tassoni in città venivano allevati animali, i canali scoperti che attraversavano la città erano maleodoranti e le strade sporche e fangose.

In piazza si poteva giocare d'azzardo, mentre non lo si poteva fare in ambienti chiusi e il motivo era chiaro: Gli Statuti prevedono anche le pene per i bestemmiatori che consistevano in multe diverse a seconda del destinatario della bestemmia 10 lire per le bestemmie contro Dio, cinque lire per quelle alla Vergine o al santo patrono e 3 per gli altri santi.

In piazza o alle finestre del palazzo comunale vigilavano le guardie. Intanto Modena è caduta sotto il dominio degli Estensi prima chiamati, poi cacciati e poi imposti dall'imperatore. A Modena comunque l'avvento del nuovo duca porta un po' di pace e si provvede a sistemare la piazza con una nuova pavimentazione e a prendere provvedimenti onde evitare che le prostitute stiano in piazza e nelle vie circostanti ad esercitare il loro mestiere di adescamento e accendano fuochi per richiamare l'attenzione e per riscaldarsi.

Alle prostitute fu proibito di stare all'aperto e ordinato di esercitare il loro mestiere, regolarmente tassato, in bordelli ubicati in una via del centro. Nella piazza veniva rinnovata la cerimonia di sottomissione al marchese di Ferrara quando questi succedeva nel ducato alla morte del suo predecessore. Sempre in piazza venivano eseguite le pene delle sentenze sia quelle corporali consistenti in un numero prescritto di frustate, o quelle di morte. Con l'avvento dei duchi d'Este si svolgono sempre nella piazza feste, giostre, tornei e il palio, che è stato risuscitato recentemente dal Consiglio Comunale per le Settimane Estensi che, in estate, prevedono anche altre manifestazioni rievocanti vecchie tradizioni.

Nel Modena è colpita da un terremoto e cadono i merli del palazzo comunale e dell'Arcivescovado e la vecchia torre del comune subisce gravi danni per cui i Conservatori cioè i consiglieri comunali decidono di demolirla nella parte superiore, per cui la torre sarà poi chiamata torre mozza.

Nel Modena cade sotto il dominio di Giulio II , il papa guerriero in lotta contro gli Estensi, e un suo legato entra in città e si installa in Comune. Alla morte di Giulio II il nuovo papa Leone X invia a Modena come suo commissario il noto letterato e storico Francesco Guicciardini , le leggi sono formalmente diverse ma sostanzialmente uguali a quelle precedenti; Guicciardini vuole che la piazza abbia maggiore decoro e pulizia e impone al Consiglio comunale di spostare da Palazzo Comunale dove si trovavano le beccherie, cioè i macelli, onde evitare che i rifiuti di queste venissero gettati, come avveniva da tempo e avverrà in seguito, nei pressi del palazzo e di far spostare i bordelli delle prostitute dalle strade vicine alla piazza alla periferia.

Il popolo è stanco dei soldati papalini, stranieri e arroganti e accoglie il 6 giugno il duca Alfonso I d'Este con una grande festa nella piazza per tre giorni di seguito; intanto si verifica un'epidemia di peste e si decide di non suonare più le campane a morto prima di ogni sepoltura di vittime della peste "affinché gli infermi non si spaventino" e si pone nell'apposita nicchia del palazzo comunale la bella statua della Madonna di Antonio Begarelli.

Ad Alfonso I succede Ercole II e a questo Alfonso II , che viene accolto nella sua visita a Modena nel giugno del con l'erezione di sei archi di trionfo, di cui quattro nella piazza dove si svolge la festa, quattro anni dopo passa da Modena la seconda moglie del duca Barbara d'Austria e sono di nuovo feste in piazza con apparati scenici ed archi trionfali.

Negli ultimi anni del XVI secolo si restaura l'oratorio di San Nicolo dei condannati a morte che si trova nel palazzo comunale e si restaurano le carceri che danno sul lato sud della piazza.

Nonostante le tre mogli e la profezia di Nostradamus che, interpellato dal duca, aveva affermato che la terza moglie gli avrebbe dato un figlio maschio, Alfonso quando muore non ha eredi diretti e per testamento ha designato il cugino Cesare che non sa resistere ai pretesti legali del papa ed è costretto a cedergli il territorio del ferrarese; gli restano solo Reggio e Modena e il duca si trasferisce in questa città scelta come capitale del ridotto ducato.

Il suo ingresso a Modena è ovviamente accolto in piazza con entusiasmo e festeggiamenti. Il duca ripristina il palio che si tiene in piazza ed era stato sospeso per diversi anni a causa della mancanza di denaro.

Si costruisce sul lato sud della piazza un nuovo palazzo per la Residentia dei Giudici alle vettovaglie modesto ma che riesce a conferire un migliore aspetto a questo lato della piazza che era sempre stato delimitato da casupole e dalle carceri, che vengono ampliate e si eliminano le bottegucce che affiancavano il palazzo comunale.

Continuano anche le esecuzioni pubbliche e le feste. Per avere dei mutamenti sostanziali dei palazzi che si affacciano sulla piazza occorre lasciare passare l'anno di governo del duca Alfonso III, che, depresso dalla morte della moglie al momento di mettere alla luce il quattordicesimo figlio, abdica e si fa frate.

Nel arriva la terza moglie del duca Lucrezia Barberini e, come sempre, grandi sono le feste in piazza: Le spese a carico della comunità ammontano a più di Francesco I non si è limitato a pensare alle sue nuove residenze, ma ha pensato anche alla piazza e al pianterreno del Palazzo comunale ha fatto costruire dall'architetto di corte Gaspare Vigarani un grande teatro, che va dalla piazza grande alla piazzetta del pallone , uno spazio retrostante il palazzo comunale, oggi via Scudari, dove si praticava questo gioco.

Il cronista aggiunge anche che nel l'architetto Vigarani è chiamato a Parigi da Luigi XIV che gli commissione un teatro uguale che verrà detto sala delle Tuileries. Questa notizia ci informa che il proposito del duca si stava forse avverando: La presenza del nuovo teatro, che attira anche ospiti da fuori, impone che la piazza sia tenuta più pulita e si vieti l'uso di seppellirvi i morti delle famiglie nobili e illustri eliminando anche i sepolcri già presenti con le lapidi e le arche che le ornavano, ricavate da monumenti romani.

Negli anni successivi la piazza non cambia aspetto e tutto procede regolarmente: Queste feste non basteranno perché poi la duchessa vivrà molto a Parigi. Oltre ai grandi festeggiamenti si cerca di apportare alla città migliorie alla viabilità e alla fontana che sorgeva in piazza.

Pure con grande solennità viene accolto il principe ereditario al suo rientro dall'Ungheria dove era a capo dell'artiglieria imperiale contro i turchi.

Si continua comunque in piazza a fare l'estrazione del lotto, a fare corse dei cavalli con arrivo e partenza in piazza e a far giustizia pubblica: Alla morte di Francesco III nel gli succede nel governo della città il figlio Ercole III d'Este , che trova il ducato dissestato dalle spese fatte dal padre non solo per la città ma anche in feste e gioco d'azzardo oltre che per la villa di Varese e per il palazzo di Rivalta nel Reggiano, previsto simile a Versailles e mai finito che prevedeva anche un lago e un'isola artificiali Il palazzo in parte distrutto, il lago e parte dell'edificio sull'isola destinato alle feste esistono ancora ma sono ben lontani dal grandioso progetto.

Ercole III di carattere bonario e piuttosto spilorcio e cauto nelle spese cerca d'ingraziarsi il popolo stando gli più vicino, non imponendo gabelle per sanare il bilancio, parlando spesso in dialetto, frequentando i locali per prendere il caffè, ovviamente un caffè "da padrone" e non "da servitore", cioè più buono e più caro, ed anche andando a piedi alla casa dell'amante Chiara Marini, una cantante che poi sposerà alla morte della moglie.

Un gruppo di cittadini che si dichiarano repubblicani innalza in piazza un pioppo imbandierato: Napoleone allora rompe gli indugi ed entra in città accolto dal popolo festante che stacca i cavalli e a braccia traina la sua carrozza fino in piazza.

Un secondo albero viene allora innalzato in piazza e dal palazzo ducale, dove alloggerà Napoleone , è presa una statua di fattura romana di Minerva, già proveniente da Villa d'Este a Tivoli , che viene ornata alla moda rivoluzionaria e col berretto frigio in testa, ribattezzata dea della Ragione è esposta accanto all'albero della libertà su una colonna del basamento di una statua equestre di Francesco III, già in piazza S.

Agostino, distrutta a martellate da un fanatico ammiratore di Napoleone che sperava erroneamente di farsene un merito presso di lui. La piazza cambia il nome e diventa Piazza della Rivoluzione, vengono tolte le immagini sacre e la statua della Madonna del Begarelli, che trovano ricovero nell'Accademia di belle Arti.

La piazza è spesso piena di gente che festeggia e balla la carmagnola attorno alla dea Ragione. Sei alla ricerca di un incontro gay a Modena e provincia? Se ti senti solo e vorresti conoscere utenti gay interessanti per chattare, flirtare e divertirti?

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